Site-Specific

BUILDING WORDS – in progress

BUILDING WORDS * PROGETTO PER CAREOF

Introduzione

Milano, per la sua storia, per la struttura architettonico-urbanistica in espansione, per l’eterogeneità che la vive, è il luogo ottimale per portare a ulteriore sviluppo l’indagine sulle infrastrutture e i movimenti metropolitani che ho intrapreso dal 2014.
La ricerca è focalizzata sulla storia di alcune delle infrastrutture milanesi legate allo sviluppo dell’area urbana, alle realtà di alcuni quartieri come ad esempio Niguarda, San Siro/Selinunte, Isola, Nolo ed inoltre a quella dell’area della fabbrica del vapore dove attualmente si trova Careof.

Questa parte di ricerca viene integrata da uno sguardo specifico ad alcune realtà dell’editoria

che corrisponde da sempre a un’industria importante per la città di Milano, al fine di far riferimento al linguaggio come infrastruttura culturale e della comunicazione: ovvero, quella struttura che ci permette di muoverci da un luogo ad un altro, da un pensiero ad un altro. La parola intesa come spazio fisico è il territorio culturale che ogni pubblicazione ci dà modo di visualizzare. È anche questo un territorio profondamente politico, nel bene e nel male.

Durante un primo sopralluogo mi sono avvicinata a diversi nuclei di interesse e informazione che intendo integrare nel processo di ricerca, collezione e produzione site-specific:

Cooperazioni iniziate:

La cittadella degli Archivi – Referente Prof. Francesco Martelli / Sovrintendente Archivistico
Archivio Care-Of – Referente Mario Gorni
Casa Testori – Giuseppe Frangi / Direttore
Compulsive Archive – Giulia Vallicelli
Lara Piffari – poetessa

Cooperazioni da iniziare:

Bertram Niessen – docente, autore e progettista culturale
Ugo La Pietra – artista
Luca Beltrami Gadola – arcipelagomilano.org
Abeba Kashay – bar LOVE

Oltre alla cooperazione e al dialogo con i diversi esperti, verranno integrate le voci (le parole) dei visitatori e visitatrici dell’installazione attraverso un sistema interattivo (vedi dettagli).

Inoltre prevedo di integrare nella ricerca coloro che considero gli esperti della nuova verbalità, cioè le ragazze e i ragazzi che si confrontano con la lingua digitale (abbreviata, trans-culturale, taggata) e che formano attraverso il loro utilizzo di questa una nuova serie di concetti e vocaboli.
Questa parte di ricerca avverrà attraverso un account instagram dedicato.

Dettagli

Quali parole e concetti definiscono una città e la sua identità? Il linguaggio cambia con il tempo. Come si può osservare il mutamento di una realtà urbana attraverso l’utilizzo di vocaboli? Quali influssi hanno le nuove realtà culturali che si aggiungono alla preesistente? La presenza di nuovi abitanti provenenti da nuovi luoghi aggiunge sfumature al linguaggio? In che modo l’appropriazione della lingua influisce su questa? Esistono termini e concetti che descrivono in dettaglio aree urbane e sociali. Che rapporto hanno produttori e produttrici culturali con la creazione di una nuova lingua trans-culturale? Questa esiste, oppure l’appropriazione di termini da una terza lingua (in particolar-modo l’inglese) è definibile come una forma di auto-colonialismo?

Milano è probabilmente la città in Italia che parla e riflette più intensamente il linguaggio e il linguaggio contemporaneo e interculturale legato anche a liberalismo economico. È la città che parla del proprio branding. Quali differenze, sviluppi storici, si possono riconoscere nelle differenze di vocabolari, se si osservano diverse realtà editoriali legate alla città?

Queste sono alcune tra le domande, filo conduttore che seguo per la ricerca site-specific.

Il progetto espositivo pensato per Careof e cura di Ilaria Bernardi includerà l’installazione realizzata associando le parole trovate (nelle ricerche negli archivi della città), le parole nello spazio (attraverso un’indagine diretta nel contesto urbano milanese) e le parole di storia (raccolte mediante la cooperazione con gli esperti dei vari settori). L’installazione presenterà una possibile, soggettiva ed organica versione della storia e del contesto milanese ispirato dalle infrastrutture, dall’editoria e rappresentato dalle parole che lo definiscono e descrivono.

E` un’esplorazione della città di Milano in cui arrivando (per la prima volta davvero) scopro porte da aprire per scoprire luoghi nuovi per me. Luoghi su cui getto occhiate e in cui raccolgo informazioni per me interessanti. Luoghi in cui si potrebbe entrare e ri-cominciare a cercare andando nel profondo di tematiche anche molto differenti tra loro, ma che accostate l’una all’altra offrono uno sguardo su quello che é lo spazio urbano e culturale della città.

Idea principale nella progettazione di questo lavoro è che, come accade nello spazio urbano, venga lasciata aperta costantemente agli spettatori/lettori/uditori la ri-associazione di concetti e parole. L’installazione presenterà la collezione e archivio della ricerca senza (voler) definire una linea di lettura, bensì offrendo elementi da combinare e ri-assemblare a piacimento per una nuova definizione del contesto urbano.

L’installazione riempirà lo spazio espositivo di care of. Utilizzando bande LED, stampe fotografiche, testi adesivi posti su pavimento e pareti, proiezione e audio, verrà creato uno spazio immersivo all’interno del quale una stampante collegata ad un Ipad permetterà inoltre al pubblico di interagire consegnando parole che verranno stampate al momento e costituiranno un’integrazione al progetto.

Oltre all’installazione concepita per Careof, si prevede di includere in una pubblicazione, in forma di poster/brochure sul progetto BUILDING WORDS alcune delle installazioni e libri d’artista realizzati durante mie residenze in altre città, anche extra-europee, con l’intento di delineare una sorta di dialogo e confronto interculturale tra Milano e ciò che sta fuori dai suoi confini.

modello nr 3